sabato 17 ottobre 2009
Troppo serio
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giovedì 8 ottobre 2009
di tutto cuore

Con buona pace dell'ottimo Orwell, se penso al 1984, la prima cosa che mi viene in mente è un synth. Subito dopo c'è la faccia di Eddie Van Halen che con un ghigno beffardo mi fa notare che a tracolla ha la sua abominevole chitarra rossa striata di giallo, ma le mani scorrono sul synth di cui sopra e lui sta intessendo il tappeto sopra al quale David Lee Roth blatera quelle 4 minchiate che mi mandano ancora giù di testa, dopo 25 anni.
1984 era il titolo dell'album che conteneva quel pezzo, "Jump". Una rivelazione, in un certo senso.
Ancora.
Nel 1984 un gruppo post punk (o pre new wave. Scegliere) si rinchiudeva in un antico castello con il genio dell'ambient e ne cavava fuori un mazzo di brani che qualcuno anni dopo definì "rock agli acquerelli". Nel mazzo c'era un pezzo in cui il cantante solista urlava "In the naaaaaame of love". Un'altra rivelazione.
Un anno di apocalissi, se ci mettiamo anche che fu allora che conobbi per la prima volta il mondo della scuola (se bypassiamo l'asilo). C'era Aurelio Forgione, col suo petto villoso da cui spuntava una catena d'oro. La mia cartella azurrina con una fantasia ispirata ai recentissimi videogames (adesso varrebbe miliardi) e l'Annarita Campagna, che si occupava, più o meno, di matematica e che dopo una settimana ascoltò allibita il mio fantastico compare Sandro Papa che le chiedeva "Maestra, ma tu di che sesso sei?".
Andare a scuola mi ha sempre fatto soffrire come una bestia. Non c'è stato un giorno, in quei 5 lustri, in cui non abbia stramaledetto il sonno che avevo, la paura dei compiti in classe che mi braccava e la zero voglia che avevo di vedere 30 cristiani di cui, in condizioni normali, non me ne sarebbe potuto sbattere di meno.
Non c'è stato un giorno in venticinque anni che non abbia trovato repellente.
Bugia. Gli ultimi giorni di scuola, in effetti, mi piacevano.
Ma siamo a 25 mattine "sì" contro circa 1000 e passa risvegli "no".
Mi sono stragirate le palle più di mille volte. In più di un migliaio di occasioni mi sono sentito assediato da chi, appartenendo, senza pietà, al mondo dei grandi, mi ripeteva che quello era il mio lavoro. E nessuno si è mai accorto di quanto avessi ragione nel ribattere "ma a me mica mi pagano!".
Ridevano, tutt'al più.
Ma io mica scherzavo.
Mi si diceva che investivo sul mio futuro, che era meglio quello, piuttosto che andare a lavorare e rimanere ignoranti.
Che per diventare importanti si doveva fare così.
Quello scherzo della natura del preside del mio liceo fra il '92 e il '97 ci ripeteva che noi saremmo stati la classe dirigente del futuro.
Ignaro, o forse noncurante, del fatto che non ci sarebbe stato nessun futuro da dirigere.
Quanti calciatori ho sentito dire "Eh, avessi studiato...sarebbe stato meglio, ma me ne rendo conto solo adesso...".
Allora io mi domando: è uno scherzo, o cosa?
Guardate, se state pensando che questo post non è scritto granchè bene e che è deludente rispetto agli ultimi, vi fermo io: smettete pure di leggere.
Perchè qui non si fa della letteratura.
Non si fanno le belle pagine.
E nemmeno la poesia.
"Cosa si fa?", potrebbero chiedere alcuni.
"Niente, ripeto, andate pure", rispondo.
Per chi fosse rimasto: diamo un nome e un cognome ai discorsi.
La pippa iniziata nel 1984 è finita un paio di settimane fa.
Elementari, medie, liceo, università, master.
Che segno hanno lasciato?
Un sacco di soldi in meno e una certa abilità nel fare i temi.
E basta.
"Prendere quel pezzo di carta", si diceva una volta.
Io sembro un rappresentante della Fabriano.
Ma posso dirigermi solo al macero.
Adesso che ho tutte le specializzazioni della Terra, che ho dato retta per filo e per segno, fino in fondo, a tutti quei grandi che dicevano "studia, che è meglio", adesso che ormai sono grande anch'io, esco da scuola, busso ai "lavori" e sento le voci dei grandi che dicono "non c'è posto, i tuoi studi non servono a niente".
Amici, lo scherzo è bello finchè dura poco.
Non verrà mica fuori che ho smadonnato dall'84 tutte le mattine per niente, eh?! Non sarà mica che so il paradigma di Fero sia in latino che in greco (che tutti e due hanno il tema del perfetto troppo diverso) per l'anima di 'sta ceppa!??! Non mi sarò mica sorbettato migliaia di versi di Betrand De Ventadorn per sentirmi dire che tanto della filologia romanza non frega una mazza a nessuno!??!!
No, perchè poi sarei costretto a farvi notare che io l'avevo detto subito, che lasciare 40 ore su "Chantars no pot gaire valer" forse non era il più geniale degli investimenti sul futuro!
Cioè, adesso non venitemi a dire che avevo ragione io.
Non ditemi che anni di Guittone d'Arezzo, trigonometria, ritratti di Romney, Prigioni morente, etimologie di Templum in Lucrezio, Finzi - Contini, Gerardi Segalelli, stanze per la Giostra, Comuni di Parigi, isole di Arturo, isoglosse, posti delle fragole, campi Fenectani, serpi Kundalini e incastellamenti, vengono buoni solo per avere un elenco sufficientemente lungo per mandarvi tutti a cagare!?
Non salterà mica fuori che 12.000 euro era meglio metterli in Gin Tonic, che almeno me ne andavo felice!?
Perchè, ve lo dico di tutto cuore, mi seccherebbe.
giovedì 17 settembre 2009
Funerale del c.d. Occidente

I terroristi hanno ucciso in un attentato i nostri soldati in missione di pace.
In una frase del genere non dico che ci sia tutta, ma sicuramente c'è un bel po' dell'epoca che stiamo vivendo da una cinquantina d'anni a questa parte.
All'inizio di quest'epoca i bambini giocavano fra le macerie e si divertivano a tirare i tappi contro il muro. Celentano cantava del bagno in casa come della frontiera che solo a certi fortunati riusciva di conquistare e ci si sentiva in crescita esponenziale perchè si costruivano automobili.
Dieci lustri più tardi si va in giro con l'aria di chi vive nella più impeccabile delle avanguardie.
Col piglio di chi ci ha sempre vissuto e di chi non smetterà mai.
Avanti da per sempre. A colpi di Suv.
Guardiamo alle immagini di repertorio e ci sembra tutto sciatto e lontano. Che non ci riguardi. No?
I documentari del Luce al massimo ispirano qualche filmetto pseudo ironico che vorrebbe far ridere.
I cinegiornali ci sembrano film di Fellini, mentre davanti alle immagini di Moro nel baule, di quello che non riuscì a salvare Alfredino, del maxiprocesso alla mafia, proviamo solo l'imbarazzo per quanto era scarsa la qualità delle nostre telecamere. E davanti alle basette di Roberto Savi, ai vestiti della gente ai funerali di Falcone non riusciamo a non notare quanto la moda di adesso ci renda infinitamente più giustizia.
Excusatio non petita: sono qualunquista quanto e quando mi pare, mi spiego?
E, guarda, non vorrei esserlo.
Ma a volte non riesco proprio.
Mi capitò di esplodere su un altro blog tipo tre anni fa (e ringrazio ancora FM di aver ripreso un passaggio del mio strippo per il suo profilo su Fb, mi ha reso molto fiero, anche se non te l'ho mai detto).
Un po' di esplosioncina ce l'ho anche adesso.
Che mi ritrovo nel magma di una sedicente nazione i cui governanti inneggiano al falò della bandiera come al cannoneggiamento delle imbarcazioni dei forestieri. Che quelli che cercano una cura per le malattie vengono fatti lavorare gratis e Lapo, Noemi e una troia del presidente del consiglio vengono premiati, fotografati, innalzati, blanditi e vezzeggiati.
Che meglio lavori e meno ti vogliono, perchè sennò gli tocca pagarti. Che se sei un infermiere ti triplicano il turno, ma se ti riesce ti prendere bene a calci la palla ti danno centomilamilioni all'anno e poi comunque hai anche diritto di menare i fotografi, perchè, insomma la pràivasi... che Io leggo la biografia di Simona Ventura perchè lei è una donna che ce l'ha fatta... che si fa il mutuo per andare in vacanza e si ritira dal postamat per l'aperitivo, che si va per le università con lo stesso piglio con cui si frequentava l'asilo ai miei tempi. Che si sostiene che una madre coi documenti che non ci piacciono non abbia diritto al proprio figlio. Che si riforma l'istruzione per imbellettare le statistiche e pazienza se si manda in malora quel paio di generazioni, che non ce ne vorranno...che le madri buttano le figlie nei torrenti, se no poi la velina non la si fa più. Che pulirsi il culo con i disegni delle margherite costa come 10 Kg di patate.
E che, comunque, se sei il primo a dire "ne esco" e poi lo fai pure, tutto e tutti, TUTTO E TUTTI ti fanno terra bruciata intorno da subito.
Siamo diventati capaci di credere che valga la pena farsi un'opinione su quale dei concorrenti di X Factor meriti di più una carriera di intrattenitore.
Noi te-le-vo-tia-mo!!!!
Siamo diventati capaci di preoccuparci di come piegare un pezzo della nostra giacca, di metterci o non metterci una certa spilla anni '80.
Sappiamo digitare un sms in 20 secondi, ma non abbiamo il coraggio di rivolgere una domanda a voce.
Sappiamo il significato di "digitare" e "sms", ma per l'Abruzzo c'è chi parla e riparla di movimento tellurGico.
Siamo certi di avere la migliore delle opinioni possibili sul fenomeno Facebook...sappiamo avere opinioni su Facebook...
Noi giudichiamo, di continuo
Che se c'era una cosa che si era raccomandato di non fare, era quella!
La nostra mela..il giudizio
Sputiamo su Dio, sulla croce, sull' Islam e sulla spiritualità e ci irroriamo di secrezioni al primo cialtrone che blatera di Cakra, NewAge, Karma e reincarnazione.
E nessuno ha ancora capito che il concetto di Grazia sta a quello di Karma, come Jimi Hendrix sta a Eric Clapton.
Forse avevano ragione i Laghetto, quando dicevano che il cristianesimo, l'islam e l'ebraismo sono in perenne svantaggio rispetto alle religioni "orientali", perchè non hanno un'arte marziale.
Tutti con la coda di paglia, pronti a credere che basti avere in uggia il clero per potersi dire anti Teisti. Per non dire atei.
Come se esistessero veramente poi, gli atei.
E poi appena a uno scappa detto Dio, ecco il ciarpame, ecco le battute, le gag, le arguziette...però nessuno tace indifferente, a meno che non glie lo si faccia notare.
Tipo adesso.
Ecco chi siamo diventati.
Ecco chi SONO diventato.
Io che quell'11 settembre famoso, quando seppi che dagli Usa avevano fatto partire un F16 in ricognizione, si sa mai che arrivassero altri aerei (?), provai una specie di moto d'orgoglio.
E mi resi conto che Maverick non era solo un fumetto incarnato dal più irritante attore di sempre.
Ma era un opuscolo, una direttiva, un memento per gli anni a venire.
Io che ci sono dentro come pochi.
Alle telecamere, al ciarpame, alle giacche (oddio, quelle poi neanche tanto), alle code di paglia, ai giudizi, alla convinzione che siamo nel meglio da per sempre.
Io che spreco il mio sdegno sulla rete una volta ogni due/tre anni e poi sono a posto.
Che critico le regole, ma non le cambio.
E che ci ho messo 31 anni a sentire quanto allucinantemente tragicomica suonasse una frase come: "I terroristi hanno ucciso in un attentato i nostri soldati in missione di pace".
Cosa abbiamo fatto...
mercoledì 2 settembre 2009
Love in september
Non è difficile darmi del nostalgico.
Lo sono.
Ma un po' ci terrei a che mi si credesse, se vi dico che quello che vado a scrivere adesso non c'entra col frignare perchè "era più bello prima".
Anzi, è proprio un non-scenario senza tempo, quello che mi attraversa la testa.
Oggi, come tutte le volte che l'estate scavalla in settembre e mi constringe a far il miglior viso possibile ad un gioco che non mi è mai piaciuto, nè, verosimilmente, mai mi piacerà.
Anzi, è proprio un non-scenario senza tempo, quello che mi attraversa la testa.
Oggi, come tutte le volte che l'estate scavalla in settembre e mi constringe a far il miglior viso possibile ad un gioco che non mi è mai piaciuto, nè, verosimilmente, mai mi piacerà.
Intanto devo ammettere che quella canzone di San Remo che dice "d'estate muoio un po'", alla fine, mi piace.
State attenti, Sant'Iddio, ad andarmi a ravanare, con certe vocali lunghe, con quegli archi e quei giri armonici così tenui e azzeccati...state attenti, vi prego!
Non mi è mai piaciuto il periodo che accorcia la luce e che spinge verso quel merdosissimo cumulo di settimane marroni che chiamano autunno.
Lì di bello non c'è quasi mai niente.
Compierci gli anni, fra l'altro, mi ha sempre messo a disagio.
Compierci gli anni, fra l'altro, mi ha sempre messo a disagio.
Il fatto è che se riusciamo a estrapolare settembre dal suo contesto, a togliergli il prima e il dopo, il da dove viene e il dove sta andando, se lo mettiamo in quello che i matematici chiamano "valore assoluto", ecco che mi tocca pure ammettere che settembre è un bel mese.
Ha il ritmo di un incrocio fra maggio e giugno, a dispetto di agosto che col suo caldo svergognato mi ricorda sempre una specie di maraglio abbronzato, grasso, con la camicia aperta e i peli brizzolati da cui spunta un catenone d'oro. Ah, con lo stecchino fra i denti.
Ha il ritmo di un incrocio fra maggio e giugno, a dispetto di agosto che col suo caldo svergognato mi ricorda sempre una specie di maraglio abbronzato, grasso, con la camicia aperta e i peli brizzolati da cui spunta un catenone d'oro. Ah, con lo stecchino fra i denti.
Ecco, settembre non è proprio così.
Ed è un mese interessante. Un mese che può esserlo, quanto meno.
Se solo mi riuscisse di soffocare questo magone atavico che nel nono mese mi fa venir solo voglia di frignare perchè il bel tempo finisce.
Ed è un mese interessante. Un mese che può esserlo, quanto meno.
Se solo mi riuscisse di soffocare questo magone atavico che nel nono mese mi fa venir solo voglia di frignare perchè il bel tempo finisce.
Una volta piangevo perchè finivano le vacanze.
Adesso piango perchè non sono mai cominiciate.
Se invece la smettessi di piangere, potrei provare a raccontarvi di cosa volevo parlare adesso, che invece alla fine non ho ancora cominciato.
Nel 1995 comprai il mio primo disco degli U2. Un live dello Zoo tv.
Era primavera. Mi portai il cd al mare, a Riccione e cominciai a notare quel pezzo, One, che tutti quando si diceva "U2" la menavano con 'sta One e io nemmeno sapevo di cosa si trattasse. Carina.
Andai a Linosa in vacanza, si schitarrava e io accenavo One, di cui non conoscevo il testo.
Ma mi piaceva come suonavano certe parole.
Ma mi piaceva come suonavano certe parole.
Tornai a Riccione e comprai Achtung baby, il cd che conteneva la versione originale di One.
Ma del disco mi colpirono di più altri brani.
Anzi, più in generale, devo dire che me ne colpì l'insieme.
Sonoro e immaginifico.
La volata glie l'aveva lanciata la gita di marzo.
Con la scuola eravamo andati a Praga e un mio compagno di classe non faceva che menarla con 'sto Achtung baby. L'Europa dell'est che si risvegliava, la Mitteleuropa e il suo immaginario intellettual-culturale...solo dopo mi sarei reso conto di quanto questa atmosfera mi avvolgesse, facendomi provare qualcosa che andava al di là del gradimento.
Anzi, più in generale, devo dire che me ne colpì l'insieme.
Sonoro e immaginifico.
La volata glie l'aveva lanciata la gita di marzo.
Con la scuola eravamo andati a Praga e un mio compagno di classe non faceva che menarla con 'sto Achtung baby. L'Europa dell'est che si risvegliava, la Mitteleuropa e il suo immaginario intellettual-culturale...solo dopo mi sarei reso conto di quanto questa atmosfera mi avvolgesse, facendomi provare qualcosa che andava al di là del gradimento.
Achtung baby comprato a tarda estate fu come il richiamo di un vaccino, fatto 5 mesi prima sul Ponte Carlo.
Riccione si tinse del lugubre e beffardo buio fra il blu e il marrone evocato da Praga e Achtung baby.
E' rarissimo, ma quando il cupo e il buio riescono a sogghignare, c'è qualcosa di grosso in ballo.
In Romagna pioveva abbastanza, eppure a me veniva da ridere.
Tornai a Bologna, mi ribeccai con quei tre quattro regaz coi quali si andava ad affrontare il penultimo anno di liceo insieme (gran cosa, avere dei margini).
La scuola stava per ricominciare, ma attraversando via Rizzoli per guadagnare via Fondazza, prendendola da Santo Stefano, la luce carta da zucchero era ancora tutta sparsa su Strada Maggiore.
Era settembre, ma a me continuava a venire da ridere.
La scuola partì presto, l'11 mi pare.
Gran ghigne, alla ripartenza, sembrava quasi un galà.
So che il 12 a Modena c'era il Pavarotti international e io ci andai con un mio fratello, perchè là ci sarebbero stati Bono e The Edge (e Brian Eno), a presentare un pezzo scritto per Sarajevo.
Ero fan degli U2 da un quarto d'ora e due di loro mi si presentavano lì, a 30 km da casa mia.
Ero fan degli U2 da un quarto d'ora e due di loro mi si presentavano lì, a 30 km da casa mia.
Quel concerto fu un'esperienza strana. Era la prima volta che vivevo qualcosa con una tale intensità da non ricordamene quasi più, dopo.
Cioè, da averne un ricordo un po' onirico, un po' sfumato, diverso dai ricordi di espisodi standard.
Cioè, da averne un ricordo un po' onirico, un po' sfumato, diverso dai ricordi di espisodi standard.
Dopo mi ricapitò centinaia di volte, grazie a Dio.
Uno dei passaggi più sfumati fu quando Milly Carlucci annunciò che stavano per esibirsi dei musicisti straordinari che ci avrebbero regalato un brano speciale, cantato da una voce magica. Tradusse qualche verso del testo, ma io non mi accorsi di nulla. Mi riebbi solo quando il mio fratello mi strattonò gridandomi "One! One!", con gli occhi sbarrati, ricolmi di un senso di urgenza che mi fece riprendere giusto in tempo per piombare in una catalessi diversa, più partecipe, meno ebete, più estasiata.
Meno male che non sentii la Carlucci.
Che prima aveva tradotto il verso dell'amore come un tempio.
Ma io, che non avevo capito, continuai a canticchiarmi One nella testa per settimane.
E a quel punto del pezzo costruii un verso che mi suonava perfetto, perchè tutto tornava, con quello che mi succedeva intorno.
Un verso mai esistito, nel testo di Bono, che mi ha accompagnato negli ultimi 14 anni, ogni volta che agosto scavalla in settembre.
Che tutte le volte io spero che le cose vadano così, in modo che ricantarmelo, mi faccia pensare che quel verso ci sta proprio.
"You say, love is a temple...", canta Bono.
"You say, love in september...", veniva a me.
L'insperabile, ma vero.
Perchè vero lo è stato, una volta.
L'unico modo che ho di farmi coraggio, quando il maraglio abbronzato con la catena cede il passo al maggio/giugno in valore assoluto.
Perchè io lo so che settembre può essere bello...e sento che se lo prendi per il verso giusto ti può lanciare nel buio dell'autunno in una maniera fenomenale, dato che abbiamo anche scoperto che anche il buio sa sghignazzare...
ci vorrebbero più cieli, più carta da zucchero, più Bologna, un po' più di certa aria..ancora fartelli, fiducia
cose così
E allora, lo vedreste che vale la pena, cercare l'amore in settembre
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martedì 11 agosto 2009
Nemmeno

In quel comunissimo tiramolla che caratterizza lo scorrere delle ere degli uomini, capita sempre che gli esemplari più recenti guardino a quelli meno recenti con divertita e scarcastica incredulità, apostrofandoli con concetti tipo "fa cose da vecchio, cose da sfigato che capitano ai vecchi e che io farò comunque in modo che non capitino a me". Sorvolo sulla demente vacuità del virgolettato, chi è recente non capisce una mazza per definizione e così sia.
Il fatto è che a me cominciano a capitare alcune di quelle cose che quando ero più recente vedevo capitare solo ai più stagionati. Non che io fossi un acceso sbeffeggiatore di chi stava qui da più tempo di me, ma tante cose proprio non riuscivo a spiegarmi come potessero capitare, perchè a me non ci andavano nemmeno vicino.
Commuoversi, tipo, giusto per riprendere quanto scritto l'ultima volta.
Ma non solo.
E' largo lo spettro di fenomeni che uno, di fatto, si guadagna con l'attraversare i giorni.
Oggi ho ansimato di fronte alla foto di una spiaggia.
Da recentissimo stare in spieggia era un avvenimento per prima cosa scontato, poi anche noioso, quanto meno lo starci sdraiato al sole, fermo.
Da un po' di anni, per la verità, fermo e sdraiato ci sto sempre meno e sempre più volentieri.
Ma la veste dell'impiegato (perchè per essere impiegato, quello, lo sono) che davanti allo schermo vede non ricordo nemmeno più cosa, tipo una pubblicità, su cui compare un Caraibo qualsiasi e ci sospira sopra, proprio non mi era mai capitato di indossarla.
E' stato caldo e lo sarà. Poi verrà il freddo e con lui l'ignoto.
Detto questo, non vi sognate nemmeno lontanamente che mi possa passare per la testa di mollare.
Perchè tanto lo so che è li che volete andare a parare.
sabato 1 agosto 2009
Campioni gratuiti d'eternità

Non l'ho mai capito, nè probabilmente, mi capiterà mai di caprilo, come funziona quel meccanismo che fa spruzzare lacrime quando si sente una canzone, o si vede un quadro.
Va detto che intanto sono veramente fiero del fatto che mi riesca.
Sono un po' pare del menga, ma fin da cinno io non lo capivo come si faceva a commuoversi e provavo invidia per chi ci riusciva. Non parlo del piangere, ovvio.
Nulla che abbia a che fare direttamente con la tristezza. O, meglio, col dispiacere.
Mi potrei addentrare in un pippone etimo-filosofico sul concetto di malinconia-melanconia-melancolìa e sul nero che ne salta fuori.
Non lo farò.
Però mi ha fatto venire in mente che comunque si tira in ballo il nero.
Quello che ho vestito per più di 10 anni. Ma non c'entra, era solo per sembrare magro. Con scarsissimi risultati.
Nero, dicevo.
Un meccanismo che ti fa fare un giro in una qualche zona nera.
E la conseguenza del giro sono brividi, pelle d'oca e lacrime.
Rievocazione?
Beh, potrebbe essere. Nel senso che questo spiegherebbe perchè da cinno non mi riuscisse di commuovermi: non avevo un passato che potesse riaffiorare.
Il fatto è che, quando la schiena mi si accorcia perchè la pelle mi si accartoccia, quando vengo pervaso da quella specie di flusso scintillante e granuloso che sembra proprio come un siringone di qualcosa che mi viene iniettato dal sacro al collo, quando, con un leggero ritardo, mi si infradiciano gli occhi, io non è che stia ricordando qualcosa.
Cioè, non mi viene in mente un ricordo che mi commuove.
Intendiamoci, mi capita anche quello, ma non è ciò di cui sto parlando ora.
Adesso mi riferisco proprio a quei casi in cui si viene sorpresi da questa specie di onda.
Che a me personalmente è come se spalancasse dei paesaggi che sarei pronto a giurare di non aver mai visto...è come uno sguardo su dimensioni altre.
E - giuro - non ho preso niente stamattina.
Sembra quasi un aumento temporaneo del livello di ricettività fra il mio piccolo me e l'oltre.
Io a Dio ci ho sempre creduto. E me ne sono sempre fregato del perchè.
Che importa conoscere le ragioni, quando ci sono le certezze? Lì diventano più interessanti altre domande, tipo il Come, il Come non...le teologia negativa è divertentissima, fino al suo esito nietzschiano, ripreso da Montale in quel "ciò che non siamo, ciò che non vogliamo"...vabè, la smetto
Sono certo dell'oltre e lo chiamo Dio. Tanti, con me. Anche se forse non tutti parliamo della stessa cosa. Ma, a prescindere dalle pippe che ci facciamo qui, quello resta quel che è.
Con buona pace dei miei sproloqui.
E allora non riesco a non pensare che quegli squarci di oltre che mi arrivano via Bowie, Bono, Campana, Telecaster, De Chirico, Lennon, Dalì, Giorgione e via citando, non siano, in realtà, altro che gentili concessioni dell'oltre, che, ogni tanto, mi dà un assaggio.
Un po' come in profumeria, quando ti riempiono di boccettini di acqua di giò, ck one, j'adore...
Campioni gratuiti di eternità
Con la differenza che qui di mezzo non ci sono i soldi.
Non c'entra la finta gentilezza del "ti regalo 1 perchè hai speso 10" e non c'entra nemmeno la ruffianaggine del "ti regalo 1 perchè ti venga voglia di compare 15".
Ma d'altronde, potrei io credere in un Dio che si serve di strategie di marketing?
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martedì 28 luglio 2009
Uno come me
Non mi sono mai drogato e ho fumato veramente poco. Ho smesso il primo luglio 1999 e comunque fumavo sì e no 10 Gauloises al giorno. A scuola non mi hanno mai bocciato nè rimandato. Ci ho messo un po' a fare l'università, ma mi sono ritirato solo una volta a un esame che obiettivamente non avevo preparato e per il resto, superate alcune difficoltà da disadattamento, ho mandato in porto una laurea quadriennale in lettere moderne con una tesi che mi rileggo tuttora perchè mi piace proprio tanto, su un poeta, Dino Campana, che vorrei tanto aver conosciuto e che mi ha regalato 7 e dico 7 punti alla discussione, facendomi scrivere 110 sul tabellone, il dì dell'incoronazione.
Alle madri delle mie compagne di scuola sono sempre piaciuto tantissimo (alle compagne meno, ma questo è un altro paio di maniche) e sono pressochè incapace di mentire. Nel senso che quando ci provo, mi si sgama subito. Se dormo più del dovuto, mi sento in colpa, se mi sto divertendo un sacco a suonare e un vicino mi dice che la musica è troppo alta, alla fine, abbasso. E' veramente raro che abbia messo le mani addosso a qualcuno. Ma veramente. A volte faccio persino la spesa. Con i neonati e i gatti ho un talento fenomenale. Sono dimagrito e non ancora reingrassato, mi metto sempre la cintura, non bestemmio. Mi ricodo delle persone a cui voglio e ho voluto bene e prego sempre per loro. A volte anche per gli altri. Mi capita spesso di fare cose nel puro interesse del prossimo, senza guadagnarci nè aspettarmi niente. Mi ricordo tutte le declinazioni e molti paradigmi, sia greci che latini. Saluto in gaelico gli Irlandesi, in Gullah gli afroamericani in serbo croato e macedone gli ex jugoslavi. Sono una brava persona.
Il fatto è che poi delle volte mi viene in mente un pezzo di Bowie. E prima di rendermene conto, mi ritrovo a sollevare il cranio spolto dal pianoforte, che fuori è già buio e sono sudato e in ritardo. E nemmeno ricordo come è cominciata, ma sono tre ore che ripeto strofe e ritornelli di Life On Mars? Sono senza voce e sto ridendo come un cretino alla fine di ogni strofa, perchè quando passa dal Do7 al La b e poi al La b 5+, me lo spieghi come si fa a restare serii? E dal Si b al Si 9, per tornare al Si b del ritornello??
Non è colpa mia se ogni tanto manco e il Duca Bianco prende le redini. Che poi era Ziggy. Anzi, per dirla tutta era in Hunky Dory (una copertina inqualificabile). Non ci posso fare niente se apro il piano dopo anni e non me ne stacco. E mi ci sfinisco su. E anche Sasha smette di miagolare e se ne sta lì accucciato di fianco, che quando smetto per un attimo lo sento che fa le fusa. Perchè ne sa, lui. E Bowie non può lasciare indifferente la più grande cartola siamese degli ultimi 15 anni, con tutto il rispetto che porto alle altre cartole siamesi.
Non è colpa mia se tarderò, fra poco, all'appuntamento con l'illustre collega, che capirà. Se leggerà. Non ci posso fare niente, se ha messo strofe e ritornelli in quel modo lì, che la puoi far andare avanti in eterno, anche (e soprattutto) se le parole non te le ricordi. Che non era poi mica così bello il testo, alla fine. Ma tanto...che importa, parliamo di uno dei primi 10 pezzi di sempre.
Non è colpa mia, se forse stavolta le lamentele dei vicini non le ho sentite.
Non è colpa mia, se non ho ancora visionato i filmati da selezionare per il tg sportivo delle 18.55 di domani.
Non vorrei che leggesse chi dovesse mai prendere in considerazione l'ipotesi di darmi di che vivere e pensasse che su di me non si può fare affidamento.
Potete, non preoccupatevi. Visionerò i filmati.
Continuerò a non fumare, a non drogarmi, a piacere alle mamme e tutto il resto.
Tanto Bowie non ha poi tutto questo tempo da perdere, con uno come me.
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domenica 26 luglio 2009
Buone notizie

Se provo a pensare a un giorno che sia trascorso senza che io abbia riso almeno una volta, non mi viene in mente.
Quindi, con un buon margine di probabilità, facendo statistica di me, posso dire che una delle poche simil certezze che ho è che, verosimilmente, domani riderò.
Ho la pretesa di credere che valga per tutti.
Per molti, dai.
Sono così poche, di solito, le certezze, che notare che questa sia una di quelle, mi pare una buona notizia.
E di buone notizie ce n'è un bisogno fottuto.
venerdì 24 luglio 2009
Highlander

Posso linkare e in un attimo vedete
Posso taggare e in un secondo risalite
Posso addare e in un momento vi coinvolgo
Tutto questo sapere alla portata di tutti senza che costi nulla, toglie incisività al tutto.
Da quando posso scaricare i video dei concerti, ne ho 3000 e non ne guardo mai uno.
Il VHS dello Zoo tv di Sydney l'ho quasi sciolto.
Non che debba costare soldi.
Ma fatica, sì.
I traguardi senza merito, mi pare non diano quel che valgono.
E infatti l'annullamento delle distanze nel gabbiano J.L. è favoloso, ma parliamo di un romanzo.
Di morte, essenzialmente.
Di morte, essenzialmente.
Per avere le conoscenze dell'altro immortale, gli devi staccare la testa mentre lui cerca di staccarla a te.
(http://www.youtube.com/watch?v=jDaRCBXUnpw&feature=related)
(http://www.youtube.com/watch?v=jDaRCBXUnpw&feature=related)
appunto
giovedì 23 luglio 2009
Sting

Mi fa strano pensare che qualcuno legga tutto questo. Non è uno straniamento tanto intelligente, dato che ci può stare che capiti...sono io che lascio in giro i miei messaggi nella bottiglia, proprio nella speranza che qulcuno ci incappi. Mi fa piacere che ci si incappi. Non so perchè, ma mi fa piacere.
Narciso?
Sarà.
Ancor più piacere mi ha fatto la risposta di qualcuno, che si è detto colpito e commosso dalle mie considerazioni che ha trovato malinconiche. Ecco la mia risposta
Malinconico..sì, dai, quello lo sono sempre stato...ma senza lamentela, intendiamoci...direi che è proprio una venatura del mio modo di blaterare quello che mi capita di sentire.
Che è poi il reciproco di commuoversi quando lo vedi passare atraverso qualcun altro.
Per questo sentirmi dire che qualcuno si è commosso stando a sentire la mia malinconia, a sua volta mi commuove!
Perchè alla fine ci stiamo palleggiando la stessa fighissima cosa..non che ami citarmi, ma parlo anche di faccende come questa, quando dico "Sono certi scambi fra certe persone".
E se non è lamentela, ma solo sussulto, allora vuol dire che ci stiamo essendo, 'azzo, e ben venga anche questa specie di frignata a due...o a tre o a tutti quelli che gli va.
E' come un gran pezzo di Sting, che è sempre malinconico, ma raramente è triste.
Grazie per la tua commozione.
Non credo ci sia molto di stupido.
E anche se ci fosse, 'sticazzi
Tanto è così lostesso
Ed è una figata
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domenica 19 luglio 2009
Peccato
I Jane's Addiction sono l'unico gruppo che io conosca che abbia fatto sempre e solo musica dionisiaca. Non dico loro, che dionisiaci lo sono, probabilmente. Ma credo lo sia anche Paris Hilton, che però musica dionisiaca non ne ha fatta molta.
I tre album dei JA (Strays è controverso e io parlo dei tre album fino a Ritual) sono vari, ma tutti totalmente pervasi dal fremito dell'altra faccia della musica.
Che è apollinea quasi per definizione.
Tranne che in quei rari casi in cui qualcuno forza la logica di millenni di letteratura.
Tipo i JA.
Di tutto questo nessuno sa nulla. E anche se si sapesse, a pochi importerebbe.
Ma vuoi mettere con una bella opinione sugli immigrati?
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mercoledì 15 luglio 2009
Dare
Ero spaventato, stanco e impreparato
Così Chris Martin nel 2002, così io fra 3 giorni
dovrò far show della mia incompetenza in fatto di football americano, la stessa sensazione che mi attraversava prima degli esami per i quali non sapevo una mazza. Poco, pochissimo tempo, un mazzo così tutto il giorno, tutti i giorni. E va bene così, intendiamoci.
Che ci sia un prezzo da pagare mi sta bene ed è anche giusto. E mi sta bene pagarlo, anche se è altissimo, ok. E' giusto.
Il punto è che non so se uscirò dal negozio avendo anche comprato, o solo pagato.
Vado alle prove.
A vedere se ho ancora qualcosa da dare.
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