omani del 5 maggio 2002, dopo che la Virtus Kinder di Ettore Messina, Manu Ginobili e Rashard Griffith aveva perso in casa la finale di Eurolega, contro il Panathinaikos di Obradovic e Bodiroga, prese a scrivere mail piene di livore nei confronti della sorte e si domandava se alla Virtus sarebbe mai stato dato di poter arrivare a un appuntamento importante al completo, senza handicap che ne minassero il rendimento, ancor prima che ci provassero gli avversari.
Con il 2012 inizia la storia del nostro secondo album, domani in radio e poi di corsa a Prato per un live a sorpresa. Venerdì l'esordio in pompa magna al Locomotiv e giovedì prossimo si va a Milano, sul palco del Leoncavallo con i Cut. Abbiamo una mezza dozzina di date programmate per le prossime settimane, le recensioni stanno per uscire. E' il momento che stiamo aspettando da un pezzo, dopo che abbiamo rimesso insieme un giochino che sembrava andato in pezzi ancora prima di uscire dalla scatola.
Ecco, qualcuno è così carino da spiegarmi perchè io debba andare incontro a tutto questo con addosso un malanno che non ho ancora capito se è raffreddore, influenza o cosa cazzo altro non lo so? Ma ci si può svegliare il primo gennaio sentendosi di merda con il 4, il 6 e il 12 segnati in rosso?
Senza poi contare tutte le menate simili che mi hanno traumatizzato dall'infanzia a oggi, al punto che quello del malanno che mi impedisce di fare la cosa a cui tengo tanto è uno di quegli spauracchi che non riesco a non portarmi dietro, tutt'oggi.
Mia madre mi direbbe di stare calmo, che tanto se sto male al punto da non suonare, non suonerò. E che agitarmi non servirà comunque a niente. E io mi incazzerei con lei, perchè ha ragione e perchè non mi sta dicendo: "Vai tranquillo, andrà tutto per il verso giusto". E io le romperei il cazzo fino a costringerla a dirmelo, anche se non lo pensa.
Tutto questo è una lettura perfetta della situazione come sarebbe stata in un mondo altro. In quello che ho abitato fino a metà del 2009, quando ancora occupavo un livello tipo sottodominio, quando ero ancora il figlio della Kitty, ero a metà fra un aspirante giornalaio e uno studente, quando ancora mi raccontavo che mia mamma sarebbe stata in grado di portare avanti il suo male a più infinito. O che sarebbe addirittura guarita.
E poi c'era la marmotta che incartava la cioccolata.
Adesso non me lo racconta nessuno cosa succederà. E allora te lo dico io. Anzi, no. Perchè non lo so.
Ero proiettato verso un finale titanico, tipo "me ne andrò sul palco e ci starò fino a che non collasserò, perchè fino a che mi reggeranno le gambe, me ne starò là". Ma 'sticazzi, non è il mio genere. Fare affermazioni del genere, intendo. Poi, con ogni probabilità, andrà così. O morto o a suonare, non lo so.
Ma non sono uno sbandieratore. E mi è pure scesa la catena. Perchè queste minchiate di blog non sono altro che sguardi verso se stessi e se per caso ci fossero dei dubbi sul perchè scrivo poco o niente, la risposta è che tanto chi mi guarda per bene, può vedere sempre e solo la stessa cosa. Che potrà non piacere e sarà pure noiosa per un blog, che è un curioso ibrido fra introspezione ed estroversione, fra l'autonalisi e l'intrattenimento, fra i cazzi propri e i cazzi altrui.
Ma qui c'è uno che appena butta un occhio su di sè non ha altro da far vedere che lo sbrago a forma di madre morta. Chiedo perdono per la noia, ma non me ne preoccupo più di tanto: nessuno passa mai di qui, men che meno adesso che Facebook non è più collegato con Blogger. E se chi passa non gradisce, può rimediare in men che non si dica, pescando qualche altro blog pieno di opinioni sagaci e sdegnate su MontiLaCRisiL'OrdineDeiGiornalistiQuanto faSchifoTuttoQuantoSoloIoHoCapitoComeDovrebbeVivereLaGenteCiviledevonoVergognarsiTutti
TranneMeCheMipossoEspimereFinchèVoglioPerchèC'hoIlDirittoPerhcèTuttiHannoDirittoAParte
QuelliCheNonLaPensanoComeMeChiudeteCasapàund.
Forza, fuori dai coglioni.
Qui c'è questo.
Buon Anno.
martedì 3 gennaio 2012
Rashard Griffith
Il mio amico Clyde, all'ind
omani del 5 maggio 2002, dopo che la Virtus Kinder di Ettore Messina, Manu Ginobili e Rashard Griffith aveva perso in casa la finale di Eurolega, contro il Panathinaikos di Obradovic e Bodiroga, prese a scrivere mail piene di livore nei confronti della sorte e si domandava se alla Virtus sarebbe mai stato dato di poter arrivare a un appuntamento importante al completo, senza handicap che ne minassero il rendimento, ancor prima che ci provassero gli avversari.
Con il 2012 inizia la storia del nostro secondo album, domani in radio e poi di corsa a Prato per un live a sorpresa. Venerdì l'esordio in pompa magna al Locomotiv e giovedì prossimo si va a Milano, sul palco del Leoncavallo con i Cut. Abbiamo una mezza dozzina di date programmate per le prossime settimane, le recensioni stanno per uscire. E' il momento che stiamo aspettando da un pezzo, dopo che abbiamo rimesso insieme un giochino che sembrava andato in pezzi ancora prima di uscire dalla scatola.
Ecco, qualcuno è così carino da spiegarmi perchè io debba andare incontro a tutto questo con addosso un malanno che non ho ancora capito se è raffreddore, influenza o cosa cazzo altro non lo so? Ma ci si può svegliare il primo gennaio sentendosi di merda con il 4, il 6 e il 12 segnati in rosso?
Senza poi contare tutte le menate simili che mi hanno traumatizzato dall'infanzia a oggi, al punto che quello del malanno che mi impedisce di fare la cosa a cui tengo tanto è uno di quegli spauracchi che non riesco a non portarmi dietro, tutt'oggi.
Mia madre mi direbbe di stare calmo, che tanto se sto male al punto da non suonare, non suonerò. E che agitarmi non servirà comunque a niente. E io mi incazzerei con lei, perchè ha ragione e perchè non mi sta dicendo: "Vai tranquillo, andrà tutto per il verso giusto". E io le romperei il cazzo fino a costringerla a dirmelo, anche se non lo pensa.
Tutto questo è una lettura perfetta della situazione come sarebbe stata in un mondo altro. In quello che ho abitato fino a metà del 2009, quando ancora occupavo un livello tipo sottodominio, quando ero ancora il figlio della Kitty, ero a metà fra un aspirante giornalaio e uno studente, quando ancora mi raccontavo che mia mamma sarebbe stata in grado di portare avanti il suo male a più infinito. O che sarebbe addirittura guarita.
E poi c'era la marmotta che incartava la cioccolata.
Adesso non me lo racconta nessuno cosa succederà. E allora te lo dico io. Anzi, no. Perchè non lo so.
Ero proiettato verso un finale titanico, tipo "me ne andrò sul palco e ci starò fino a che non collasserò, perchè fino a che mi reggeranno le gambe, me ne starò là". Ma 'sticazzi, non è il mio genere. Fare affermazioni del genere, intendo. Poi, con ogni probabilità, andrà così. O morto o a suonare, non lo so.
Ma non sono uno sbandieratore. E mi è pure scesa la catena. Perchè queste minchiate di blog non sono altro che sguardi verso se stessi e se per caso ci fossero dei dubbi sul perchè scrivo poco o niente, la risposta è che tanto chi mi guarda per bene, può vedere sempre e solo la stessa cosa. Che potrà non piacere e sarà pure noiosa per un blog, che è un curioso ibrido fra introspezione ed estroversione, fra l'autonalisi e l'intrattenimento, fra i cazzi propri e i cazzi altrui.
Ma qui c'è uno che appena butta un occhio su di sè non ha altro da far vedere che lo sbrago a forma di madre morta. Chiedo perdono per la noia, ma non me ne preoccupo più di tanto: nessuno passa mai di qui, men che meno adesso che Facebook non è più collegato con Blogger. E se chi passa non gradisce, può rimediare in men che non si dica, pescando qualche altro blog pieno di opinioni sagaci e sdegnate su MontiLaCRisiL'OrdineDeiGiornalistiQuanto faSchifoTuttoQuantoSoloIoHoCapitoComeDovrebbeVivereLaGenteCiviledevonoVergognarsiTutti
TranneMeCheMipossoEspimereFinchèVoglioPerchèC'hoIlDirittoPerhcèTuttiHannoDirittoAParte
QuelliCheNonLaPensanoComeMeChiudeteCasapàund.
Forza, fuori dai coglioni.
Qui c'è questo.
Buon Anno.
omani del 5 maggio 2002, dopo che la Virtus Kinder di Ettore Messina, Manu Ginobili e Rashard Griffith aveva perso in casa la finale di Eurolega, contro il Panathinaikos di Obradovic e Bodiroga, prese a scrivere mail piene di livore nei confronti della sorte e si domandava se alla Virtus sarebbe mai stato dato di poter arrivare a un appuntamento importante al completo, senza handicap che ne minassero il rendimento, ancor prima che ci provassero gli avversari.
Con il 2012 inizia la storia del nostro secondo album, domani in radio e poi di corsa a Prato per un live a sorpresa. Venerdì l'esordio in pompa magna al Locomotiv e giovedì prossimo si va a Milano, sul palco del Leoncavallo con i Cut. Abbiamo una mezza dozzina di date programmate per le prossime settimane, le recensioni stanno per uscire. E' il momento che stiamo aspettando da un pezzo, dopo che abbiamo rimesso insieme un giochino che sembrava andato in pezzi ancora prima di uscire dalla scatola.
Ecco, qualcuno è così carino da spiegarmi perchè io debba andare incontro a tutto questo con addosso un malanno che non ho ancora capito se è raffreddore, influenza o cosa cazzo altro non lo so? Ma ci si può svegliare il primo gennaio sentendosi di merda con il 4, il 6 e il 12 segnati in rosso?
Senza poi contare tutte le menate simili che mi hanno traumatizzato dall'infanzia a oggi, al punto che quello del malanno che mi impedisce di fare la cosa a cui tengo tanto è uno di quegli spauracchi che non riesco a non portarmi dietro, tutt'oggi.
Mia madre mi direbbe di stare calmo, che tanto se sto male al punto da non suonare, non suonerò. E che agitarmi non servirà comunque a niente. E io mi incazzerei con lei, perchè ha ragione e perchè non mi sta dicendo: "Vai tranquillo, andrà tutto per il verso giusto". E io le romperei il cazzo fino a costringerla a dirmelo, anche se non lo pensa.
Tutto questo è una lettura perfetta della situazione come sarebbe stata in un mondo altro. In quello che ho abitato fino a metà del 2009, quando ancora occupavo un livello tipo sottodominio, quando ero ancora il figlio della Kitty, ero a metà fra un aspirante giornalaio e uno studente, quando ancora mi raccontavo che mia mamma sarebbe stata in grado di portare avanti il suo male a più infinito. O che sarebbe addirittura guarita.
E poi c'era la marmotta che incartava la cioccolata.
Adesso non me lo racconta nessuno cosa succederà. E allora te lo dico io. Anzi, no. Perchè non lo so.
Ero proiettato verso un finale titanico, tipo "me ne andrò sul palco e ci starò fino a che non collasserò, perchè fino a che mi reggeranno le gambe, me ne starò là". Ma 'sticazzi, non è il mio genere. Fare affermazioni del genere, intendo. Poi, con ogni probabilità, andrà così. O morto o a suonare, non lo so.
Ma non sono uno sbandieratore. E mi è pure scesa la catena. Perchè queste minchiate di blog non sono altro che sguardi verso se stessi e se per caso ci fossero dei dubbi sul perchè scrivo poco o niente, la risposta è che tanto chi mi guarda per bene, può vedere sempre e solo la stessa cosa. Che potrà non piacere e sarà pure noiosa per un blog, che è un curioso ibrido fra introspezione ed estroversione, fra l'autonalisi e l'intrattenimento, fra i cazzi propri e i cazzi altrui.
Ma qui c'è uno che appena butta un occhio su di sè non ha altro da far vedere che lo sbrago a forma di madre morta. Chiedo perdono per la noia, ma non me ne preoccupo più di tanto: nessuno passa mai di qui, men che meno adesso che Facebook non è più collegato con Blogger. E se chi passa non gradisce, può rimediare in men che non si dica, pescando qualche altro blog pieno di opinioni sagaci e sdegnate su MontiLaCRisiL'OrdineDeiGiornalistiQuanto faSchifoTuttoQuantoSoloIoHoCapitoComeDovrebbeVivereLaGenteCiviledevonoVergognarsiTutti
TranneMeCheMipossoEspimereFinchèVoglioPerchèC'hoIlDirittoPerhcèTuttiHannoDirittoAParte
QuelliCheNonLaPensanoComeMeChiudeteCasapàund.
Forza, fuori dai coglioni.
Qui c'è questo.
Buon Anno.
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