martedì 11 agosto 2009

Nemmeno


In quel comunissimo tiramolla che caratterizza lo scorrere delle ere degli uomini, capita sempre che gli esemplari più recenti guardino a quelli meno recenti con divertita e scarcastica incredulità, apostrofandoli con concetti tipo "fa cose da vecchio, cose da sfigato che capitano ai vecchi e che io farò comunque in modo che non capitino a me". Sorvolo sulla demente vacuità del virgolettato, chi è recente non capisce una mazza per definizione e così sia.
Il fatto è che a me cominciano a capitare alcune di quelle cose che quando ero più recente vedevo capitare solo ai più stagionati. Non che io fossi un acceso sbeffeggiatore di chi stava qui da più tempo di me, ma tante cose proprio non riuscivo a spiegarmi come potessero capitare, perchè a me non ci andavano nemmeno vicino.
Commuoversi, tipo, giusto per riprendere quanto scritto l'ultima volta.
Ma non solo.
E' largo lo spettro di fenomeni che uno, di fatto, si guadagna con l'attraversare i giorni.
Oggi ho ansimato di fronte alla foto di una spiaggia.
Da recentissimo stare in spieggia era un avvenimento per prima cosa scontato, poi anche noioso, quanto meno lo starci sdraiato al sole, fermo.
Da un po' di anni, per la verità, fermo e sdraiato ci sto sempre meno e sempre più volentieri.
Ma la veste dell'impiegato (perchè per essere impiegato, quello, lo sono) che davanti allo schermo vede non ricordo nemmeno più cosa, tipo una pubblicità, su cui compare un Caraibo qualsiasi e ci sospira sopra, proprio non mi era mai capitato di indossarla.
E' stato caldo e lo sarà. Poi verrà il freddo e con lui l'ignoto.
Detto questo, non vi sognate nemmeno lontanamente che mi possa passare per la testa di mollare.
Perchè tanto lo so che è li che volete andare a parare.

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